Critiche 2006 - 2010

…Marcature di segno più deciso solcano talora la juta che esibisce la sua grana costitutiva, facendola entrare di peso nella combinazione creativa. Sovrapposizione di colori complementari, velature condotte a evidenziare strati di intervento precedente, distribuzione pulviscolare dell’impasto e sgocciolii diffusi consentono alla pittura di uscire dalla parete e creare allusioni di spessori e profondità, dentro un concerto di tinte prelevate dal mondo fisico e liberamente rielaborate.

 

Enzo Santese

da “Arte” Mondatori, Milano, dossier Artisti a nord est, ottobre 2005

 

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…Nello schermo pittorico di P. M. si realizza poi il senso di un’avventura nelle combinazioni molteplici di uno spazio, dilatato ben oltre la sua dimensione fisica, dentro un’illusione d’ambito virtuale...

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo” Udine, Riflessioni di tre artisti, pag. 27, 10 febbraio 2006

 

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…Il colore fluttua sulla tela evidenziando una vasta gamma di opzioni espressive, dalle sgocciolature guidate in percorsi circolari, alla stesura col pennello, alle bande ampie e intrecciate con sovrapposizioni multiple del rullo. Il tutto si prospetta all’occhio del fruitore con una magia di luminosità variabili e di tinte, elaborate alla memoria di quelle naturali, mentre il gesto rivela una gradazione di movimenti, capaci di richiamare il ritmo di una musicalità, proprio quella che fa la colonna sonora a ogni sua composizione…

 

Enzo Santese

da “Il Gazzettino”, Udine, in “San Gregorio la riflessione di tre firme”, pag. 17, 19 febbraio 2006

 

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…La superfice pittorica di P.M. è strutturata per piani molteplici che si susseguono in una profondità dove il bianco dà slancio luminoso e intensità plastica al colore, disteso spesso con il rullo lungo corsie guidate da un gesto che coniuga immediatezza del tratto e strategia della composizione…

 

Enzo Santese

dal catalogo “ItaliArts”, Artisti italiani contemporanei a Budapest, marzo/aprile 2006

 

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…Tagli di luce attraversano il quadro, evidenziando un cumulo di segni che innervano il dato pittorico vero e proprio…

 

Enzo Santese

da “CheckpointMagazine”, Udine, Armonie in chiaroscuro, www.checkpointmagazine Anno VII, N.3, pag.7, maggio /giugno 2006

 

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…L’artista di Moimacco ha ormai una lunga consuetudine con l’astrazione, nella quale si rinvengono alcuni motivi desunti dalla natura. In effetti molti degli spunti li desume in quelle lunghe, sistematiche escursioni nel bel mezzo dell’ambiente fisico del Friuli, in cui la pittrice cattura sfumature cromatiche ed atmosfere da elaborare sul piano…

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo”, Udine, Armonie in chiaroscuro, pag. 31, 9 giugno 2006

 

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… L’artista si avvale di un numero di strumenti quanto mai vario, dal pennello al rullo, con cui traccia traiettorie che si leggono anche a opera finita e sono rilievi di una gestualità fondata su moduli di armonie musicali. M. crea infatti i propri guizzi poetici ascoltando musica e cercando di travasare sulla carta o sulla tela il cumulo di sensazioni, prodotte dagli autori della classicità (da Mozart a Beethoven, da Brahms ad Albinoni) e quelli più

recenti della cosiddetta “new age”.

 

Enzo Santese

da “Il Gazzettino”, Udine, Nadia & Paola fra astrazione e figurazione, pag. XIV, 10 luglio 2006

 

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Le opere di P.M. presentano aurore, tramonti, notti di luna piena, giorni ricchi di luce o crepuscoli che raccontano il tempo attraverso le emozioni più pure e autentiche. La magia dell’arte predispone alla contemplazione degli spazi allineati dalle pennellate invitando il lettore a seguirne il percorso, tra sfumature ed ombre, pause e silenzi, oltre il passato verso il futuro. Il presente risulta cristallizzato, diventa esperienza del quotidiano da cui trarre energia vitale per vivere senza procrastinare volontà e desideri cullati forse in una vita precedente. L’artista coglie l’attimo, lo trattiene nella sua mente e nel suo cuore, gli dona respiro per il tempo necessario ad archiviarlo nella memoria e poi lo libera leggero: così, come una parola scritta incide il foglio bianco, il colore segna e traccia la tela dando inizio ad avventure fantastiche identificabili nelle più diverse espressioni artistiche.

Attraverso le opere P.M. compie un viaggio interiore che si completa nell’esperienza vissuta, scomposta e ricomposta a vari livelli relazionali, secondo sentimenti reconditi a volte celati nella dimensione onirica, che spesso si manifestano d’imperio durante la composizione creativa. L’universo pittorico di P. M. si esplica nell’osservazione di dettagli particolari rappresentati soprattutto all’interno della natura (non solo umana) che l’autrice

ritrae, oltre i limiti dei confini fisici della materia, per approdare a nuovi lidi ove ridisegnare oasi di pensiero da trattenere nell’intimità dell’anima.

 

Paola Zandomenego

18 settembre 2006

 

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…Gli sfondi sono sempre importanti per la M. ,quasi studiati, e su di essi si rincorrono gli acrilici passati a rullo e le pennellate, con colori vivi che non disdegnano i bianchi e i neri, tinte che riecheggiano attimi visivi scorti nel paesaggio naturale, o sensazioni carpite da momenti del proprio vissuto (come suggeriscono i titoli delle opere)…

 

Graziella Zardo

testo per la mostra nella galleria “Primo Piano”, a Vicenza, 21 settembre 2006

 

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…Nei supporti di tela di juta la vivacità dell’insieme visto in lontananza si intensifica nelle tramature che guardate da vicino emergono dallo sfondo, offrendo all’astante visioni sempre diverse miste a nuove sensazioni…

A.A.

da “Il Giornale di Vicenza”, Vicenza, Astrattismo al femminile, 23 settembre 2006

 

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…P.M. trasforma il nulla in una sentita matericità, tutta rivolta alla ricerca delle sensazioni attraverso l’astrazione e gli effetti cromatici.

A.A.

dalla “Cronaca Vicentina”, Vicenza, Luisa Delle Vedove e Paola Martinella, pag. 7, 2 settembre 2006

 

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…P.M. concepisce la tela come campo mentale, in cui pensare lo spazio per simmetrie, allusioni prospettiche, punti di equilibrio tra fasce di densità nell’impasto e zone di dichiarata trasparenza verso una profondità, che invita l’osservatore a entrare nella pittura, come autore di un’ulteriore elaborazione fantastica…

 

Enzo Santese

da “LaPanarie”, Udine, La forza del segno gentile, pag. 49, N. 151, dicembre 2006

 

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…Gli ostacoli sono stati penetrati, dissolti, vinti: i segreti dimenticati, l’aurora nascente, l’abbraccio e il sentimento liberati; c’è il profumo della primavera e le fitte “garze”, cumuli di energia irrisolta si sciolgono in splendide trasparenze; gli stessi titoli sono scelti dall’artista con la probità del linguaggio per l’emotività svelata. I ritmi della metamorfosi sono passi di danza, i movimenti sono calmi e decisi, manovrati con naturalezza in una maniera delicata, precisa e sicura; assomigliano alle decisioni comunicate sottovoce…

 

Victoria Dragone

testo per il libro “L’anima del dipinto” di Victoria Dragone, 21 dicembre 2006

 

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Luci e immagini della memoria ci presenta una rassegna di opere anche ultime della produzione di P. M., dove le composizioni cromatiche si fanno frantumazioni di ricordi mentali. Un lavoro quasi scenografico nella sua diversità di allestimento tanto è variegato il la rappresentazione e/o lettura di un periodo di creatività ma risulta un divertimento quasi ossessivo tra mente e colore. Lo stesso supporto per l’impianto coloristico è diverso nascente da esigenze spaziali e gestuali. Le composizioni a volte appaiono giocare sulle istintività del gesto libero, nella libera giocosità, nella scelta cromatica, in altre paiono, pur giocando con i colori, più studiate nell’intento di illudere e intendere alla terza dimensione.

Nella poetica informale si fa coincidere l’atto di creare con l’agire dove del reale è solamente un ricordo e un’impressione e il colore può divenire materia plastica. È piacevole notare che quasi tutte le opere si reggono su una luce, a volte solamente intesa e soffusa altrimenti abbacinante, che dà forza e sostegno a tutto l’impianto…

 

Gianfranco Peressi

testo per la mostra Luci e immagini della memoria, CasaTuroldo. Coderno di Sedegliano (UD), 29 aprile 2007

 

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…L’artista apre il campo della visione a un complesso di fonti luminose che tracciano orbite in uno spazio denso di tracce gestuali, che percorrono sentieri attraversati da interferenze luminose, incroci di colori incidenti, fatti vibrare nel senso della trasparenza, dando alla pittura una connotazione di impronta geometrica. Tutto il tessuto della pittura esibisce in primo piano la complessità dei movimenti simultanei, che appaiono come bloccati in un seducente equilibrio di toni e di guizzi. Nell’approccio della superficie ricorre a un complesso di strumenti espressivi, che creano l’illusione di un fascio di tracce di luce avvolgente…

 

Enzo Santese

testo per la mostra La forza del segno gentile, Villa Savorgnan, Lestans, (PN), marzo 2007

 

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…L’artista costruisce una griglia di pennellate che creano in ogni quadro i presupposti per un evento di luce, portata a innervare le corsie cromatiche dove si evidenzia con chiarezza la tessitura costituita della superficie dipinta. L’opera nasce per un complesso di stesure sovrapposte che animano trasparenze e corposità con le quali si alternano le scansioni interne della tela. L’immagine risalta per via di quella sistematica emergenza del bianco o del giallo che creano momenti di accensione nell’universo dilatato di P. M.. Il repertorio cromatico è quanto mai ampio e sviluppa una serie di sottotoni in qui solitamente digrada la tinta dominante. In tal modo il colore si rivela come riverbero autentico d’emozione, che si veicola nel pigmento, disposto a una duttilità fisica straordinaria…

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo”, Udine, Ritorno alle origini, pag. 19, 18 giugno 2007

 

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…Paola Martinella ha in mente la connessione tra realtà e fantasia per il tramite della policromia in natura…

EnzoSantese

da “CheckpointMagazine”, Udine, Pensieri in icona, www.checkpointmagazine.it - Anno VIII, n. 3, maggio/giugno 2007

 

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…La tela si trasforma in una sorta di diaframma tra mondo fisico e immaginario, in virtù di tracce e segni che attraversano lo spazio inglobandolo a volte in un fitto reticolo. Qui avvengono fenomeni di luminosità intensa, capaci di accendere tutta la complessità del quadro, che appare come uno schermo percorso da presenze cangianti.

Anche quando l’opera sembra distanziarsi da ogni possibilità di aderenza al reale, conserva nella matrice delle proprie tonalità la memoria di una multiforme natura…

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo”, Udine, Pensieri in icona, pag. 27, 8 giugno 2007

 

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…invisibili stratificazioni del colore nella ricerca di lumiscenze che generano movimento all’interno del quadro (Martinella), quasi nuclei di pensiero che si attivano per innesco misterioso…

 

Enzo Santese

da “Flash News”, Trieste, La forza del segno gentile, Anno III , N.1, 2007

 

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All’interno di una sede espositiva risonante di frequenze simboliche e spirituali, P.M., ritornando nei luoghi della sua infanzia, inevitabilmente produce un’azione d’indagine retrospettiva e va a prelevare nello scrigno della memoria fatti, personaggi e vicende che traduce in puri fenomeni di segno e di luce. La pittura si fonda su una partitura della superficie che imbriglia lo spazio in un reticolo di pennellate, con cui la sostanza del visibile diviene essenza dell’appena percettibile. In effetti, l’opera dell’artista si attesta su quel crinale dal quale spesso deborda verso l’allusione di tipo naturalistico (in certi colori è presente l’atmosfera registrata nel paesaggio a lei famigliare, quello del Friuli collinare) oppure verso l’astrazione pura, in cui è possibile cogliere il guizzo perentorio di trasparenze come metafore di profondità; in alcuni casi si prospettano all’occhio dell’osservatore consistenze materiche come elementi strutturali di una realtà dalla fantasia dell’autrice, che intesse stesure con tracce di luminosità variabile dentro un contesto cromatico quanto mai ricco di umori.

 

Enzo Santese

da “CheckpointMagazine”, Udine, Luci e immagini della memoria, www.checkpointmagazine.it, Anno VII, n. 2, marzo/aprile 2007

 

Le opere di PAOLA MARTINELLA sono caratterizzate da una intensa variegatura cromatica strettamente connessa a quella che è la sua interiorità. Spazia dall’utilizzo dei colori solari e caldi quando aderisce in maniera entusiastica alla realtà, a sfumature quasi crepuscolari che denotano momenti meno brillanti della sua esistenza. Le diverse tinte utilizzate dall’artista hanno origine dal paesaggio, in modo particolare da quello friulano. E’ proprio nella terra natia che trova una notevole diversificazione paesaggistica:......... elementi di pianura che si alternano al mare e alla laguna; zone collinose che preludono a quelle montane, città e borghi rurali …

La variegazione ambientale si rispecchia in quella degli umori e dei colori convogliati all’interno di una tavolozza particolare nella quale l’artista rielabora in maniera del tutto personale che non ha nessuna relazione con la realtà e la fisicità ma è puro scatto interiore ed emotivo.


Alessia Tortolo