Critiche 2000 - 2005

Concluse quelle iniziali e necessarie esperienze nel figurativo che concorrono a smaliziare l’artista, la ricerca di P. M. è approdata a un linguaggio pittorico astratto-informale sempre capace di rinnovarsi dalla pratica precedente con nuova disinvoltura. La sua schietta creatività suggerisce al suo pennello una libera pittura, lontana dalle pastoie delle forme e aliena da oggetti nei quali trovare requie. La stesura multicromatica degli acrilici presenta nella varietà una costante: la separazione tra fondale e primo piano, anche quando il gioco è condotto su compenetrazioni complesse e presenze comprimarie...

 

Lorella Gosparini

testo per la mostra nella “BV-Galerie”, Klagenfurt, 26 settembre 2002

 

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…Pittura libera, lontana da forme oggettuali che probabilmente per P. M. costituiscono limiti, paletti, confini. Lo sfondo, nelle opere della M. è come percorso da un fremito di vento-colore, come se un alito, un’aria insolita, misteriosa e robusta, passassero sul colore, vivo, palpitante, vero, vibrante di gialli,acceso. Anche i colori freddi o il nero sono vibrazioni, quasi percorsi, aspre e ruvide segnature della superficie. La stesura è generosa: mai la M. risparmia il colore, mai l’autrice ci nega la luce e le sue accensioni, forse anche casuali, ma sempre vibranti…

 

Vito Sutto

da “ Il Friuli”, Udine, Libera Martinella, pag. 16, 4 ottobre 2002

 

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…P. M. fissa nella stampa digitale un lavoro pittorico risolto con slancio informale, in un agglomerato di masse cromatiche: queste si muovono per una forza interna che ne determina ulteriori morfologie mentre il segno costituisce la realtà vertebrale dell’opera…

 

Enzo Santese

da “La Panarie”, Udine, A Sesto al Reghena terza edizione della mostra internazionale d’ arte Sacra, n. 143, pag 48, dicembre 2004

 

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…C’è irruenza e c’è grazia in P. M., tensione fantastica e provocazione, mistero e abbandono a deonisiache epifanie, caleidoscopica scrittura meccanica e sorvegliato equilibrio compositivo. L’impressione è di una rilettura squisita delle più diverse versioni storiche dell’astrattismo, alimentata da una nativa sensibilità musicale, da un piacere raffinato per la “bella”composizione, dall’urgenza di una creatività energica e “torrenziale”. Gemme deliziose sono le composizioni di piccole dimensioni, nelle quali le “meraviglie della forma” si accompagnano a trapassi eleganti di colore; “sonatine cameristiche” morbide e seducenti…

 

Licio Damiani

testo per la mostra, Misteri e fantastiche tensioni, Sala Consiliare di Moimacco (UD), 20 dicembre 2004

 

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…L’evidenza di scrittura, che spesso caratterizza i quadri, risponde a una sorta di esigenza musicale che si manifesta anche nel ritmo ondulato dei tratti scuri e dei colpi di luminosità intensa, fatta filtrare dalle maglie diradate del reticolo gestuale. La tinta viene spesso polverizzata in determinati punti dell’opera, a convalidare l’idea di un’energia sotterranea che pulsa in superficie. Un’oscillazione intermittente di polarità emotive contrapposte determina l’equilibrio compositivo, che nasce sempre da una tensione tra serenità ed inquietudine, slancio entusiastico e ripiegamento pensoso, voglia di confessione e ritrosia comportamentale.

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo” Udine, Tramature d’esistenza, Trieste, Galleria Poliedro, pag. 23, 18 marzo 2005

 

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… Quando la figura emerge delicatamente, come da una situazione di fluidità liquida, essa si situa nella dimensione del ricordo, esaltando il dato della lontananza, stemperato dal potere della velatura, ottenuta con strumenti i più vari, dal pennello al rullo. La grammatica che governa quest’opera contempla, a volte, una scansione labirintica e una gamma di colori che varia da un quadro all’alto, come se l’artista avvertisse in certi casi l’urgenza

di una riduzione del ventaglio cromatico, dominato dal bianco o dal nero.

 

Enzo Santese

testo per la mostra, Viaggi nell’essenza, nel Centro Civico di Cividale Del Friuli (UD), 26 marzo 2005

 

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...La superficie dipinta è un territorio di risonanze interiori, protratte al limite di una sintesi tra la potenza del gesto e l’incisività del segno, in un ambito che suggerisce l’idea di una profondità da ricercare nel percorso di linee marcate, tracciate in una tessitura fitta di possibilità evocatrici. Mentre il nero e il bianco nella loro azione concomitante, costituiscono l’involucro e la nervatura di una creazione che si manifesta come atto rivelatore di una realtà segreta di eventi percettivi registrati nel vissuto. Questi diventano spesso flussi d’immagine, che si sfalda a contatto con l’atmosfera turbinosa di un pensiero, generato da un diagramma di umori tradotti in cifra pittorica…

 

Enzo Santese

da “Il Nuovo”, Udine, L’essenza della realtà, pag. 23, 1 aprile 2005

 

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…E anche quando si fa trepidante di fraseggi, prodotti da sgocciolature casuali o guidate, il quadro si presenta come un intreccio d’energie che si confrontano, dando esca a un fenomeno baluginante di luce che nasconde in se una matrice d’origine: la natura nelle sue manifestazioni vegetali, fisiche metereologiche, cromatiche. Dietro a ogni gorgo di materia o vortice di segni c’è il lineamento appena accennato di una realtà, che è quella da cui parte l’avventura creativa dell’artista: un segmento fluviale, una campagna “colta” in particolari condizioni di luminosità, l’immaginazione di un paesaggio visto dall’alto, un fenomeno atmosferico che esalta i contorni, le proporzioni e i colori delle cose…

 

Enzo Santese

da “Juliet”, Paola Martinella, Trieste n° 123, pag. 62, giugno 2005

 

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Piani percorsi da sciabolate di luce che attraversano la materia restituendo una singolare sottotraccia, fraseggi guidati da un territorio di risonanze e da un’indecifrabile rete da segni da compiacimento decorativo. Dipinti sui quali vale bene posare lo sguardo che, rifrangendosi sull’impaginato, s’illumina del pensiero estetico dell’autrice, P. M. . I suoi “viaggi nell’essenza”, giusto il titolo della rassegna ospitata (fino al 31 aprile) nelle sale del

Centro Civico, a Cividale, sono la testimonianza della verità emotiva e profonda di un vedutismo che non trasgredisce i presupposti del suo stile dall’allusivo bisogno di evasione dai classici schemi e capace di pervenire a composizioni ricche d’ariosità e fascino. L’affrancamento dal realismo e l’istinto, permeato dai fermenti culturali che accompagnano l’autrice, consentono di cogliere nella sua pittura gli echi di una libertà espressiva guidata

dalla forza di un astrattivismo in cui aleggia, tra accattivanti sgocciolature, una percezione d’aurora tesa a recuperare il colore di un sentimento dimenticato…

 

Natale Zaccuri

da “La Vita Cattolica” Udine , Paola Martinella, fraseggi fra luce e materia, pag. 35, sabato 2 aprile 2005

 

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…Mantenendo il gesto pittorico personale e consolidato, P. M. innova la sua pittura, contraddistinta da toni di colori lirici e naturalistici, trasportandoci verso una strada decisamente più concettuale: le composizioni e i colori sono ancor più frutto diretto dei suoi pensieri, che vengono fissati di getto sulla tela. Si tratta di composizioni incentrate su un profondo equilibrio formale e cromatico, pervase di luce e intensità…

 

Alessandro Fontanini

testo per la mostra, Colori in viaggio nel Castello di Colorendo di Montalbano (UD), 29 luglio 2005

 

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…le sue nuove, libere espressioni su sentimenti e situazioni psicologiche che tutti attraversiamo nella nostra esistenza ma che Lei offre oggi in una gamma di vivaci colori e disegni assolutamente innovativi, con bel panorama di quanto le nostre sensazioni possono rinnovarsi restando sempre nel più antico e personale arco delle nostre intuizioni. Viva e coraggiosa…

 

Stanislao Nievo

Roma, 28 luglio 2005

 

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…Marcature di segno più deciso solcano talora la juta che esibisce la sua grana costitutiva, facendola entrare di peso nella combinazione creativa. Sovrapposizione di colori complementari, velature condotte a evidenziare strati di intervento precedente, distribuzione pulviscolare dell’impasto e sgocciolii diffusi consentono alla pittura di uscire dalla parete e creare allusioni di spessori e profondità, dentro un concerto di tinte prelevate dal mondo fisico e liberamente rielaborate.

 

Enzo Santese

da “Arte” Mondatori, Milano, dossier Artisti a nord est, ottobre 2005

 

Le opere di PAOLA MARTINELLA sono caratterizzate da una intensa variegatura cromatica strettamente connessa a quella che è la sua interiorità. Spazia dall’utilizzo dei colori solari e caldi quando aderisce in maniera entusiastica alla realtà, a sfumature quasi crepuscolari che denotano momenti meno brillanti della sua esistenza. Le diverse tinte utilizzate dall’artista hanno origine dal paesaggio, in modo particolare da quello friulano. E’ proprio nella terra natia che trova una notevole diversificazione paesaggistica:......... elementi di pianura che si alternano al mare e alla laguna; zone collinose che preludono a quelle montane, città e borghi rurali …

La variegazione ambientale si rispecchia in quella degli umori e dei colori convogliati all’interno di una tavolozza particolare nella quale l’artista rielabora in maniera del tutto personale che non ha nessuna relazione con la realtà e la fisicità ma è puro scatto interiore ed emotivo.


Alessia Tortolo